Jack e Miussy, un racconto romantico

Rimestando fra i miei file txt ho ritrovato una breve ma intensa storiella sentimentale che scrissi nel lontano 8 Aprile 2002 (stando alla data del file). Fino a oggi era rimasta inedita. Dato che ben si adatta alla stupidità di questo blog voglio finalmente renderla pubblica condividendola con voi, lettori minchioni.

***

Era una notte buia e tempestosa, Jack entrò col suo dick nella pussy di Miussy, una sweet girl di Downtown. "Troppo girl e poco sweet" – pensò Jack – mentre la trapanava col suo fardello dell’uomo bianco.
Ella gridava garrula "Alò alòòòò" ed egli pensò "puttana aretina"; ma Jack si sbagliava, non era aretina, era di Alpon Sur Malons, ridente cittadina della Loira in cui ella aveva svezzato fior di condottieri, ed adesso stava facendo lo stesso con Jack.

"Argh – esclamò Jack – questa squinzia mi sturba alquanto!". Nel buio intenso, mentre ella lo cavalcava furente, sentì ad un tratto una sensazione di caldo intenso sul petto – "come arde il mio amor" pensò Jack.
Ma un istante dopo capì e raggelò: la sua leggiadra concubina aveva appena vomitato una porzione di cacciucco proprio sul suo petto villoso e il pasto continuava a gorgheggiare su e giù per il suo levigato gargarozzo. Gli occhi di lei sembravano uscire dalle orbite, mentre dal profondo del suo stomaco continuavano a precipitare sul corpo pietrificato di Jack quantità abnormi di fauna ittica annaffiate da un buon vino rosso. "Ottimo Brunello dell’89" – sibilò flebilmente lei fra un conato e l’altro, premurandosi di centrare la sua bocca assetata mentre continuava a saltellare sul suo uomo.

La flebile luce al neon che penetrava dalla finestra permise a Jack – ormai ricoperto di caldo cacciucco semidigerito – di intravedere dalle fauci della graziosa Miussy le prime colate di Sacher Torte. "Finalmente siamo arrivati al dolce!", ed un sorriso si aprì sulla sua bocca, proprio mentre un pezzo di cioccolata al sentore di gamberetto gli si infilava fra i denti. Jack lo biascicò un attimo e sentenziò "Non male… niente affatto male…" e guardando la sua piccola negli occhi, le scostò i capelli intrisi di succhi gastrici e le sussurrò "vomitala ancora Miussy. Un’altra volta, solo per me".

***

Sniff sniff. Vedete? Sono un sentimentale, a rileggerla mi sono commosso, come quando la scrissi con le lacrime che intingevano la tastiera.
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3 pensieri su “Jack e Miussy, un racconto romantico

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