Getto l’autostima nell’apposito contenitore

Ieri era l’ultimo giorno del corso di autostima che frequento da un anno. Per festeggiare, a fine seduta gli altri partecipanti mi hanno legato e gettato nudo dentro un cassonetto della carta. Ho passato così tutta la notte all’addiaccio. Solo questa mattina due vigili urbani, attirati dal mio mugolìo, hanno aperto il portello e  prontamente hanno tirato fuori il mio corpo rattrappito dal gelo notturno. Subito dopo, imprecando verso chi aveva compiuto tale gesto sconsiderato, hanno provveduto a collocarmi nel cassonetto dei rifiuti organici.

Colgo l’occasione per ringraziarli.

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9 pensieri su “Getto l’autostima nell’apposito contenitore

  1. ma il fatto che il tuo nick sia uguale al nome di un’azienda di piemontese di software (avevo scritto di software piemontese) è un puro caso?

    piccolageisha

  2. @monia: no, continuo a non stimarmi. Però ho fatto amicizia con il cassonetto, è già qualcosa. 🙂

    @sense: il loro è stato un gesto di civiltà, io apprezzo questo insegnamento. Riciclare è bello, anche il rifiuto più schifoso ha una sua utilità, ciò mi riempie di speranze. 😀

    @piccolageisha: no comment sul fatto che fumi oppio prima di commentare sul blog. Riguardo l’azienda torinese: acqua, ma in un certo senso fuocherello. 🙂
    Il nome deriva da una canzone dei Jefferson Airplane, band che uso come sostanza allucinogena.

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