Tipino da spiaggia col mare dentro, ma proprio dentro nelle budella

Dopo più di otto mesi ho finalmente riassaporato il mare in una quattro giorni di full immersion on the beach con orario simil-negoziante 9-13//15,30-19,30. Le ore più calde le evito anche perché io devo pranzare a modo sennò dimagrisco subito. Dicevo che il mare l’ho riassaporato, non è un eufemismo aulico: ogni due bracciate mezzo litro se ne finiva in gola. E’ il mio contributo per contrastare l’innalzamento del livello del mare dovuto al surriscaldamento globale. Lasciatemi nuotare per due mesi di fila e si potrà arrivare a piedi all’Isola d’Elba.

Sono appena tornato alla città e al fedele computer, è perciò d’uopo fare alcune considerazioni. Prima di tutto l’amara constatazione che il mio stile di nuoto è sempre il solito, simile a quello di un alcolista dentro ad una piscina di vodka. Quando nuoto non si capisce se l’acqua di mare voglio lasciarmela dietro o berla. Tuttavia si nota l’impegno, non si capisce a che fine, ma l’impegno è indubbio.
Stare dentro l’acqua è sempre un godimento sublime, e mai come quando mi lascio galleggiare nel mare guardando i cirri bianchi nell’atmosfera mi sento parte di questo pianeta così prezioso e fragile. Così fragile che con una puzzetta sott’acqua faccio fuori un pesciolino. Per inciso in questi giorni ho fatto un sacco di puzzette, di quelle micidiali. Speriamo non provochino la mucillaggine nel Tirreno.

Veniamo all’osservazione della popolazione che popola la spiaggia. Incomprensibilmente, quasi nessuno si fa una nuotata. La maggior parte si bagna il culo, fa due strilli e poi esce.
Poi c’è sempre qualche maschio della specie che deve far vedere quanto è idiota col pallone. Ci sono buone possibilità che la partitella l’organizzino proprio nei 3 metri quadrati confinanti col tuo asciugamano.
Da emergenza umanitaria la situazione culi femminili, ho dovuto rifarmi gli occhi con le 17-18enni, non va bene. Non è possibile stare a guardare senza far niente. Avrei voluto tastare il problema con la mano per coglierne la consistenza e la portata. Il governo deve intervenire almeno su questo, va bene niente PACS ma sui culi son pronto alle barricate. La situazione sta sfuggendo dagli slippini, si sono rotti gli argini di contenimento, c’è una caduta dei valori su cui si fonda la Patria. Interventismo sia, sono pronto a partire volontario.

Se verrà mai la moda del vintage al mare, io ne sono un precursore. Vi descrivo il mio assetto da spiaggia: vecchio costume a pantaloncino corto scolorito sulle chiappe (che ho usato pure in piscina con sprezzo dei professionisti della nuotata); asciugamano da mare con qualche strappo e macchia di ruggine che al secondo giorno ho dovuto sostituire con un’altro meno scolorito, entrambi sicuramente più vecchi di me, dato che li ho presi ai miei genitori; ciabatta – in ottimo stato, come nuova – del 1998; per quanto riguarda la t-shirt solitamente è senza scritte a tinta unita, dato che non mi piace andare in giro con lo sponsor a fargli pubblicità gratis. Poi quelle con gli sponsor costano pure care, misteri a me incomprensibili.

Per quanto riguarda il capitolo incontri interessanti da tipino da spiaggia ne ho solo uno da segnalare:  un gabbiano (femmina però!) che probabilmente all’inizio mi aveva scambiato per una discarica a cielo aperto. Accortosi che ero un essere vivente bisognoso di aiuto ha provveduto a vomitarmi in bocca un buon pesce misto predigerito. Questo evento io lo archivio in lista come "approccio, cena fuori e pomiciata". Tutto fa brodo nei momenti di crisi.

Terra marique: potere ai nerd!

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4 pensieri su “Tipino da spiaggia col mare dentro, ma proprio dentro nelle budella

  1. pare che sei stato a mare a catania, dove l’adipe troneggia sovravo. però anche nelle bambine di otto anni.
    ma che gli danno le mamme a mangiare a ste bambine?

    comunque anche io bagno l’ho fatto questo w/e, nonostante mi trovassi a fiumefreddo, che risente della freddezza delle gole dell’alcantara. quando sono uscita dall’acqua mi si è asciugato pure il naso.

  2. Quelli che ho visto soffrivano più di mancanza di affetto, di attenzione. Culetti trascurati e usati come meri poggia bacino da tenutarie insensibili. Da cultore dei culi mi ha fatto molto dispiacere e ho portato il lutto al braccio sin dal secondo giorno di mare. Va a finire che per vedere dei culi a modo dovrò sintonizzarmi sui tg Mediaset.

  3. beh ognuno ha il culo che si merita (in tutti i sensi possibili!!!)

    io una volta il mio l’ho mostrato ma NON LO FACCIO PIU’ LO GIURO!

  4. God bless bikini[..] Mi son rifatto qualche giorno di mare e conseguenti pseudo-nuotate, poiché il mio fisico ne aveva gran bisogno. "Ma sei dimagrito parecchio" è stata la frase più ricorrente fra i conoscenti. Grazie, lo sapevo pure io che [..]

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