Il ritorno di Luttazzi e qualche appunto sulla satira

Ho appreso che Daniele Luttazzi tornerà in tv su La7, ad ottobre. Finalmente. Nel cercare conferma alla notizia mi sono imbattuto in un post (secondo me delirante) su un blog che tratta di tv e ho scritto a getto una risposta che riporto pure qui.

Beata ignoranza, la satira è nata per fare politica, caro mio. Forse non sai che prima del Bagaglino c’è stato pure un tale Aristofane, per dirne uno.
L’idea di "bilanciare la satira" è roba da ricovero, da pastore semi-analfabeta dell’Aspromonte, da Tg5. La satira è faziosa per definizione, la satira va dove le pare, la satira deve colpire a fondo, perché ha solo le parole come armi. Inoltre Luttazzi non ha mai risparmiato colpi verso il centro-sinistra, ovvio che il suo punto di vista difficilmente coinciderà con quello di Sandro Bondi.

Luttazzi fu epurato unicamente perché non gradito a Berlusconi. Torna in TV non perché sia raccomandato, o per tappare un buco, ma perché è uno che ha sempre fatto ascolti superiori alla media ed è probabile che li farà di nuovo. Mi pare che uno share alto sia una cosa abbastanza gradita per un canale televisivo, tranne che in Rai ovviamente. Poi esiste il telecomando, e chi non lo vuol vedere ha la libertà di cambiare canale. Strano che da certe parti il concetto di libertà valga per evadere le tasse ma non per un autore satirico.

Il discorso dell’anti-berlusconismo come "invidia dei soldi" è un po’ lo specchio della triste mentalità di una fetta d’Italia, per cui il successo sono unicamente i soldi. Uno può essere un ridicolo bifolco cafone ignorante stupido ma se ha i soldi allora è uno di successo. C’è una parte di Italia e di mondo che non la pensa affatto così. Uno che si circonda di leccaculo dallo scarso intelletto non mi pare possa essere definito "di successo", piuttosto un patetico sfigato. Dipende un po’ dai punti di vista, ma non puoi appiccicare ad altri la tua invidia verso questi poveri ricconi.

In verità c’è una cosa che invidio molto di Berlusconi, la sua perfetta dizione quando parla in inglese, si vede che ha soggiornato a lungo a Oxford. Lui che se c’ha i soldi se l’è potuto permettere. Siamo seri, uno con un inglese al livello di "two gusti is megl che one" che poi si vanta pure di fare l’imprenditore. Può anche darsi che lui quando tratta di affari non parli mai in inglese, ma solo in corleonese stretto.

Lo so, avrei potuto scriverlo meglio e argomentare con più accuratezza, ma ho poco tempo a disposizione, sono in pausa-merenda e il pancino reclama. C’è anche da dire che probabilmente non sarei nemmeno in grado di scriverlo meglio, dopo tutto il mio neurone è quello che è. C’è pure una gran afa, rischio di surriscaldarlo. Vado a pappare un po’ di buona merda nostrana, come fece Luttazzi a Satyricon.

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