Muore Pavarotti, famoso tenore monegasco

Premetto che di Pavarotti ho ben 4 cd, specificando che non ho tanti cd. Non è che ce l’ho con lui perché ha duettato con cani e porci (ivi incluso Zucchero). Come tenore, per quel poco che ci capisco di opera, mi piaceva. Però non mi piace l’aria mielosa e la beatificazione che soprattutto in Italia (paese patetico per eccellenza) accompagna la morte dei vip. Addirittura il Tg1 ha chiuso l’edizione serale con un Pavarotti in trasparenza sopra le esibizioni delle famigerate Frecce Tricolori. Quando è troppo è troppo.

So già che nei prossimi giorni ci sfrantumereranno le palle con il "nessun dorma" della Turandot di Puccini, come lui in 50 anni di carriera avesse cantato solo quella, come se l’opera fossero sempre i soliti quattro motivetti, con contorno di funiculì funiculà e napoletanate varie.

Pavarotti era un gran tenore, ma era anche un gran evasore, 40 miliardi di lire. Patteggiando con l’allora ministro Del Turco, come si trattasse di contrattare un ciondolino con un vu cumprà, riusci a fottere l’Italia e ne pagò solo 27. Si salvò dal processo per frode fiscale grazie ai tempi di prescrizione e da quello di dichiarazione infedele perché nel frattempo non era più considerato reato, grazie ad un decreto legge del gennaio 2001, firmato da Giuliano Amato. Lo stesso Amato che adesso vuole mandare in carcere un ragazzo che fa un graffito, ecco che razza di legalità ha in mente uno che ha banchettato per anni nel PSI.

La sentenza di assoluzione dice anche che Pavarotti «ha trasferito la sua residenza anagrafica in un paradiso fiscale e che conta i giorni di permanenza negli Stati Uniti per non rischiare di dover ivi pagare le imposte sui redditi mondiali, incompatibile con una descrizione dell’artista distante e scevro da interessi materiali. La sua condotta e le sue scelte non paiono per niente affidate al caso, anzi sembrano, almeno in parte, sorrette da strategie mirate e non proprio nobili».

Oppure possiamo anche non considerarlo evasore, accogliendo la sua dichiarazione di non essere più italiano dal 1983, ritenendosi egli monegasco, come ribadì più volte quando il fisco italiano gli mostrò il conto. Però a questo punto pare oltremodo ridicolo scomodare patetici patriottismi per un bravissimo tenore che però era orgoglioso cittadino del Principato di Monaco. Come cittadino lo piangano a Montecarlo, noi limitiamoci a ricordarlo come tenore.

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2 pensieri su “Muore Pavarotti, famoso tenore monegasco

  1. Concordo su tutta la linea. Sulle capacità di tenore non si discute (non me ne intendo) ma tutto questo scremare facendo risaltare solo gli aspetti positivi non mi è piaciuto molto.
    Riguardo al “ci sfrantumeranno le palle”… pronostico azzeccato! 🙂

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