On the beach, again

Appunti sparsi sulla scorsa settimana. Ieri son tornato a Firenze dopo sette giorni di mare, poi subito dritto allo stadio per vedere segnare quel cinghiale di Vieri e sfoggiare i’ ffisico (si fa per dire). Oggi mi sento benissimo, è la mia cura anti-stress preferita – il mare intendo, ma un po’ anche lo stadio. Nuotare un’oretta la mattina e poi il pomeriggio è davvero una goduria per il mio fisico nerdico bisognoso di movimento. Fare il morto a galla è sempre un’esperienza trascendente e fa parte di una serie di danze rituali di ringraziamento al pianeta Terra che attuo soprattutto il primo e l’ultimo giorno di mare. Il mio stile libero ha sempre dei grandi deficit, ad esempio mi dimentico di muovere le gambe, poi se le muovo e vado troppo veloce alla quinta bracciata incamero litri d’acqua marina e mi devo fermare. Bere acqua di mare pisciosa mista a plancton è comunque un sommo divertentimento.
Fra l’altro il mare deve depurare la pelle, perché mi diventa liscissima. Mi viene il dubbio che sia l’eccesso di detersivi presenti nell’acqua a fare questo effetto.

Situazione faiga on the beach. Poca ma buona, tranne rari casi. Da studioso (o meglio osservatore distaccato) ho notato che quest’anno le femmine si muovono perlopiù a coppie di stampo "velinico", una bionda e una mora. Inoltre le strafiche viaggiano a coppia di pari caratura. Si conferma, nella media, la tendenza di carenza affettiva verso le femminili chiappe. O femmine ingrate, avete un dono così incantevole e affascinante e lo bistrattate.

The oscar goes to: una coppia di 18-19enni (ad occhio), come da copione bionda+mora, complessivamente a livelli di eccellenza, che si sono messe in topless (e non erano proprio piatte), rassicurate dal fatto che in spiaggia non c’era quasi nessuno (probabilmente mi avevano scambiato per un osso di seppia). Con due sederi così commuoventi da meritare l’esposizione alla Biennale d’Arte Sacra. Grazie di esistere. Non erano lacrime quelle che fuoriuscivano dai miei occhi stralunati, ma eccesso di produzione di bava che cercava nuovi varchi verso l’esterno. Tornando a casa dalla spiaggia ho lasciato lungo la strada una scia simil lumaca. Il giorno successivo il quotidiano locale ha segnalate alcune cadute accidentali di passanti dovute ad una inspiegabile scivolosità del manto stradale.

Sportello reclami per due ragazze mie concittadine che si mettevano sempre accanto a me (dunque  fortemente miopi), un’otaria e una stangona bionda.
La pingue otaria ad occhio si era pappata un intero branco di sardine, peccato perché tolti i 50 chili in più avrebbe potuto avere tutti i numeri per essere una bella ragasssa. La pertica bionda aveva un viso molto carino, fisico armonico anche se con zero tette (ma questo per me è quasi ininfluente, le tette non sono meritocratiche). Però, reato penale (altro che lavavetri abusivi), non solo aveva il culo super-cadente e iper-cellulitico ma tossiva come una vecchia di 70 anni a causa delle continue sigarette; io, usando le avanzate tecniche del RIS di Parma, avevo stimato la loro età sui 26-28, invece alla fine è venuto fuori, ascoltandole chiaccherare, che avevano 20 anni. Sui pacchetti dovrebbero scrivere: "il fumo nuoce gravemente alla topa". Ma se invece di fumare e rosolarsi al sole si fossero fatte una nuotatina… maremma adiposa che spreco di fia! Queste son cose che mettono davvero tristezza, mica la fame nì mondo.

The worst: tre extracomunitari :-), due napoletani e un romano, che si sono messi a baccagliare queste due ragazze di cui sopra, a poco più di un metro da me. Mi son dovuto sorbire una sequela micidiale di frasi idiote e espressioni dialettali che se le avessi appuntate avrei potuto scrivere io stesso il prossimo libro di Federico Moccia ambientato a Secondigliano. Meglio le seghe con dignità che scadere a certi livelli. O meglio, se proprio devi perdere la dignità fallo per una che merita, non per una che scatarra prima di baciarti o per una che a letto di notte, colta dalla fame, ti rosicchia un braccio perché ha finito il pollo fritto che teneva sul comodino (sopra il libro di Moccia, ovviamente).

Il fatto inspiegabile. Passeggiatina serale per le vie della località balneare, mi viene incontro una ragazza mai vista prima che a tre metri da me ferma il passo e mi fissa attonita. Sembrava che da un momento all’altro  mi dovesse puntare il dito contro gridando "aaaaah! è lui! è lui!! assassino assassino!!", inquieto ho allungato il passo sgattaiolando via fra la folla.

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