Inspiegabilmente accadde alla stazione di Bologna

A volte ti accadono dei fatti così inspiegabili che ti tormentano con mille domande del tipo "perché proprio io?", "cosa significa ciò?", "è un segno del Fato?". Accadimenti che ti gettano nel panico e fanno crollare quelle certezze su cui fondavi la tua razionalità, i tuoi schemi logici, le tue convinzioni più profonde.
Credi che certe cose non possano accadere in senso assoluto, non solo a te. Ma poi succedono, e ti svuotano dentro. Ti ritrovi frastornato a cercare intorno a te, con sguardo disorientato, appigli rassicuranti nelle piccole certezze quotidiane. Ma tutto ciò che ti circonda ha nuove sembianze, senti gli oggetti ma non li vedi, come ritrovarsi in una notte della ragione.

Ieri è accaduto. A me, solo a me. Non una, ma ben due volte. Se ci penso sento la testa girarmi all’impazzata, con i pensieri che ruotano vorticosamente in cerca di una nuova collocazione ordinata e razionale. Due momenti distinti – ieri mattina e ieri sera – in una giornata apparentemente come tante altre. Se non fosse che.
Sono da poco passate le 9 e il vento freddo si insinua fra i binari della Stazione di Bologna. Come molte altre volte faccio il biglietto alle macchine fai-da-te, poi quasi trenta minuti ad aspettare il treno. Arriva, salgo. Quando sono a bordo realizzo l’inammissibile – «Non è possibile, come… forse è accaduto e non me ne sono accorto, ormai non ci faccio più caso. Mi sto certamente sbagliando. Sono rincoglionito più del solito.» – ma nel profondo so che sto mentendo a me stesso, e il pensiero mi tormenta tutta la giornata. Fosche ombre attraversano i miei pensieri.

Il sole è tramontato, giungo nuovamente alla stazione di Bologna. Devo convincermi che stamani il non-accadimento non è accaduto, che è stato solo uno scherzo di una mente ancora assonnata. Non è il freddo, ma l’atroce dubbio a far tremare le gambe. Ho già il biglietto in tasca. Sosto a lungo nel sottopassaggio, faccio finta di interessarmi alle macchinette distributrici di merendine e bevande. Intorno a me il silenzio – "Non è possibile, cosa succede?" – salgo, vago sul binario disperatamente, per aggrapparmi alle ultime speranze di riafferrare le mie certezze. Indugio con le monete in mano davanti al distributore self-service. Niente. Mosso da disperazione inserisco le monete in modo che mi restituisca un abbondante resto, non faccio a caso nemmeno a ciò che prendo, ritrovandomi in mano una Fiesta Ferrero, che non mangiavo da quando ero bambino e che mi aveva sempre fatto schifo. Un fragoroso tintinnio si diffonde fra gli stanchi passeggeri in attesa. Recupero goffamente il resto, spiccioli, tanti abbondanti spiccioli. «Non è possibile, ancora… ma ho fatto tutto ciò che dovevo, dove ho sbagliato? Perché io? Perché oggi?».
Arriva il treno, getto un ultimo disperato sguardo sulla banchina. Salgo e la mia mente è già partita: "È accaduto di nuovo, non può accadere, non in questo mondo". Il treno fugge dalla stazione e strappa via le mie convinzioni. Il mio sguardo vuoto gettato fuori dal finestrino, la paura di un viaggio nel buio, in cui ti lasci trasportare e sai che non potrai fermarti, cerchi di convincerti di sapere dove stai andando ma i sensi non possono confermartelo.

Transitare nella stazione di Bologna senza che anima vivente ti chieda soldi, "un euro per il biglietto", "qualche monetina", "mi lasci il resto?". A me ieri è accaduto non una, ma ben due volte. Lo giuro. So bene che sia difficile da credere, a memoria d’uomo non era mai capitato prima. So anche che è da pazzi ipotizzare che possa risuccedere, questo dovrebbe rassicurarmi. Ma è avvenuto, perdio, e la mia vita non può più essere la stessa.

Annunci

3 pensieri su “Inspiegabilmente accadde alla stazione di Bologna

  1. Dio mio… io ero già lì con la fronte aggrottata a cercare di capire quale struggimento esistenziale trapanasse la testa di questo pendolare che già per la sua essenza di piccolo uomo infinitesimo di fronte all’enorme maestoso universo tutto cominciava a starmi anche simpatico…

    davvero eh, mica scherzo 😉

  2. che le stazioni delle Regie Ferrovie siano frequentate da codesti scansafatiche, debosciati, schienedritte che invece di guadagnarsi il pane elemosinano un italo al fiero e littorio civico viaggiatore è un male che il Partito Nazionale Fassista dovrà tosto debellare! In miniera! A coltivare la terra nelle colonie dell’Africa!

    Saluto alla Bandiera
    Saluto al Duce
    Saluto al Duce che fa arrivare i treni in orario

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...