Incubi notturni: Veltroni come Freddy Krueger

Fra i vari sogni fatti stanotte ce n’è uno che merita di essere raccontato per farvi capire il mio stato mentale ormai alla deriva. Ero seduto ad un tavolo, l’ambientazione inizialmente era casa mia ma poi è divenuta uno studio radiofonico e poi è cambiata di nuovo (come sempre, i miei sogni sono pieni di errori di sceneggiatura). Ricordo bene solo che c’ero io, Veltroni, Fassino (taciturno), poi se non ricordo male Michele Santoro, qualche altro giornalista e non ricordo chi altri. Insomma tutta questa gente per cercar di convincermi a votare PD. Ero sotto assedio, io lì agitato che contestavo la linea politica del PD soprattutto dal punto di vista sociale, cercando di capire concretamente che società avessero in mente, e mi perdevo in aggrovigliati discorsi con un paterno Veltroni che cercava di ribattere – serenamente, pacatamente – e altri presenti che mi rassicuravano sulla reale bontà del progetto PD.
E io lì alla fine a elencare i PACS, commissione sul G8 di Genova, ambiente, sviluppo sostenibile, legge sulla fecondazione assistita, legge 30, legge sul falso in bilancio ritoccata in modo insufficiente, conflitto d’interessi, leggi ad-personam  Berlusconiane eccetera. Una faticaccia vi assicuro, mi son svegliato più stanco di quando son andato a letto.
Beccarsi Veltroni pure nel sonno è dura, davvero dura. Quasi quasi avrei preferito Freddy Krueger.
Sapevo che Veltroni aveva annunciato di voler andare a trovare gli elettori nelle loro case, ma adesso pure nei sogni mi pare un po’ troppo!

Non sono messo molto bene vero?

Visti da me: Il deserto rosso

Ieri ho visto ‘sto filme del 1964, Il Deserto Rosso, di Michelangelo Antonioni. Solitamente metto le "recensioni" su Twitter ma stavolta quei pochi caratteri a disposizione non bastavano.
Chiarisco subito: non si vede mezza chiappa, niente scene della doccia, nessuna college girl in calore. Detto così potreste pensare "che film di merda"; invece no, anche senza donnine gnude – stranamente – è un bel film che vale la pena guardare. No, non ci sono nemmeno gli zombi, so che qualcuno ci sperava.
Questo è il primo film girato a colori di Antonioni ed è anche – per adesso –  il suo unico film a colori da me visto (sto cercando di vedere prima quelli più vecchi).

Allora, la protagonista è una fia bionda (Monica Vitti) che io da bambino avevo sempre visto vecchia (non ricordo nemmeno in quali film) e non sapevo fosse stata giovane anche lei, poi ultimamente mi son visto tre film di Antonioni in cui lei è presente (e ventenne circa) e devo dire che è bombabilissima, oltre che muy affascinante.

Prima cosa: la fotografia di Deserto Rosso è letteralmente da seghe. Non mi vengono in mente definizioni migliori. Se siete appassionati di fotografia anche extra-cinema vale la pena guardarlo anche solo per questo aspetto.
Della trama non svelo nulla, dico solo che la bionda c’ha grossa crisi pissicologica ed è un po’ schizzata di testa (d’altra parte è bionda) e suo marito è così faccia di culo che potrebbe fare il testimonial di Confindustria. Il film è ambientato in una Ravenna divenuta discarica di rifiuti tossici, o rifiuti tossici divenuti Ravenna, la trama è nebbiosa.  L’ambiente è così deturpato che vedendolo oggi ti vengono in mente le discariche napoletane e di conseguenza ti sembra di intravedere Bassolino che spunta fuori dal liquame e dice "non è colpa mia, non mi dimetto!".

Il film è molto coinvolgente dal punto di vista emotivo, come tutti quelli di Antonioni che sto guardando nelle ultime settimane; invero un po’ meno degli altri, ad essere sincero. Quando un film mi coinvolge dopo averlo visto non passo come vorrebbe la prassi ad un buon porno ma vado direttamente a letto a rifletterci sopra, e questo è accaduto anche per Deserto Rosso (come per i film precedenti dello stesso regista). Può sembrare esagerato, cari amici onanisti che nulla separerebbe del raspone della buona notte, ma vi assicuro che è uno di quei film che turba il letargo dei miei neuroni residui e non riuscirei a concentrarmi in altre faccende.

Insomma un film consigliato, da vedere con tranquillità dunque niente amici ne’ amiche che tanto non ve la danno certo dopo un film del genere; anzi, probabile che – stimolate all’introspezione dal film – vi attacchino una lagna interminabile sull’ex-fidanzato o vi confessino di essere incomprese da tutti i sei con cui trombano attualmente e che per fortuna ci siete voi – l’amico asessuato – con cui parlarne.

Non aprire quella porta!

Accadde pochi minuti fa. Suonano alla porta, apro. Aaaah vade retro!! Orroree! Bestemmio fra i denti e invoco la protezione di Lenin. Davanti a me due immonde creature: una vecchia suora accompagnata da un discepolo (ad occhio) mio coetaneo dal viso sorridente e giocondo. Avrei preferito i rappresentanti della Folletto, possiamo fare un cambio, posso giocare il jolly, insomma suore e preti nooouu ho già dato da bambino basta.
_"Ci manda il parroco"
_"…" -penso: "oddio sono sicari, è giunta la mia ora"
vede il mio faccino da bravo giovine e sicura di se’:  "sei interessato a bla bla… colloquio… bla bla"
_"no grazie non mi interessa"
_"bla bla riunione giovani della zona bla parlare blabla solamente parlare" e il giovane aiutante le dà spalla ripetendo qualche parola e sorridendo
_"no grazie"- cazzo suora non fraitendere questi sono capelli incolti da Comunista della Domenica non da recita parrocchiale su Gesù di Nazareth
_"…blabla missione… Dio… blabla problemi dei giovani… blabla liceali vogliose… lap dance… sesso no limits… orge con modelle dell’est" – sì ammetto, forse non stavo molto a sentire quello che diceva.

Insomma continua per un po’ un duello di proposte di incontri parrocchiali e miei garbati rifiuti (non vorrei che m’ammazzassero il gatto per ritorsione, non si sa mai). Insomma alla fine m’hanno affibbiato il volantino parrocchiale ma son riuscito a rifiutare il Vangelo Pocket Reference stile O’Reilly.
_"no non importa grazie, quello ce l’ho già da qualche parte" ma lei mi guarda come se le stessi dicendo una bugia enorme e sicuramente mi immagina mentre brucio all’inferno. In realtà dovrei avercelo, le sussurro "sì sicuro, ho fatto la comunione" (beh ho fatto anche la Cresima, solo che non ricordo se era prima o dopo la Comunione, ricordo solo che quel giorno c’era Fiorentina-Toro al Franchi e mi giravano perché non potevo sentire la partita).
_"blabla ciao"
_"buonasera" si chiude la porta e i bestemmioni a lungo repressi fuoriescono dalle narici.
Poi si dice che la gente ha paura di aprire la porta di casa, ci credo!

Ho un tonno marcio nell’esofago

Con questo post questo blog toccherà il fondo – provvisoriamente, non mi pongo futuri limiti – e confermerà l’idiozia del suo autore, oltre al fatto di sancire definitivamente la fine di ogni speranza di raccattare topa tramite blog.

Stasera ho cucinato un trancio di tonno o pescespada (non ricordo che roba fosse) che era da due – forse tre – giorni in frigo. Puzzicchiava un po’, il colore era scuretto. Ho pensato: lo cucino con parecchie spezie, ci spremo mezzo limone, ci mangio insieme un bel po’ di verdura, così non sento nulla. L’ho mangiato quasi tutto, gli ultimi due bocconi proprio non ce la facevo a buttarli giù, dalla nausea.
Oggi fra l’altro era il giorno delle sfide al mio intestino, già a pranzo avevo mangiato bresaola scaduta e puzzolente e non m’era accaduto nulla, dunque per cena ho voluto svecchiare del tutto il frigorifero.

Però ora in fase digestiva sto manifestando dei sintomi: il pancino lo sento un po’ dolorante e affaticato, e soprattutto sto facendo dei rutti che puzzano di "cassonetto ripieno davanti a ristorante cinese di Pozzuoli". Io ci tengo ai miei rutti profumati all’aglio, mi servono contro le zanzare (qui ci sono pure adesso in pieno inverno, ‘ste maledette).
Ma è pericolosa ‘sta cosa del pesce ammuffito? Rischio la cacarella domattina che devo andare alle poste, in banca e dal libraio? Confidando nelle virtù magiche della Citrosodina mi accingo a coricarmi, e mentre scrivo queste ultime parole mi parte l’ennesimo rutto mefitico all’aroma di tonno marcio.

Chiodo fisso

Ricevo una telefonata, una tizia con forte accento sardo (almeno mi sembra, non so distinguere, comunque era esotico) mi informa che da oggi lei è il mio contatto commerciale personale per una nota multinazionale di hardware, si presenta e io col cervello già in viaggio appunto il cognome: De Seno. Dopo un po’ ricevo la sua e-mail, inutile dire che il suo cognome è completamente diverso.
Probabilmente mentre mi chiedeva informazioni sul mio parco hardware io pensavo alla sua di dotazione hardware, immaginandomela abbronzata, atletica, capelli selvaggi, mentre in bikini telefona dal bungalow a pochi metri dal mare. Ripensandoci, credo di averle dato risposte del tutto inventate, chissà quali dati strampalati si ritrovano adesso.

Me + controllora = looove

Mi sembra che in Trenitalia stiano assumento un sacco di ventenni carucce. Questo sì che è miglioramento del servizio!
Ieri sul treno c’era una ragazza-controllore dai tratti fini, veramente supercarina oltre che gentile. Ha iniziato a parlarmi dandomi del tu e non sputandomi in faccia, e subito ho capito che c’era una speciale empatia – sì sì ne sono sicuro! – avessimo potuto proseguire la conoscenza mi avrebbe portato nello scompartimento biciclette a fare all’ammmore – sì è certo, strasicuro!

Beh, ma a chi la racconto? Siamo realisti. Mi sarebbe piaciuto che ella fosse stata così gentile e servizievole con me per via del mio fascino (di profugo fuggiasco sotto psicofarmaci), ma in realtà era solo impietosita dal mio evidente deficit neuronale.
Però rimane il fatto che non mi ha sputato!! La tattica dell’impietosimento sembra funzionare!! Evviva evviva!

Il campo To: e la catena maledetta

Dò il mio indirizzo e-mail principale ad una condomina, molto recalcitrante, e dopo una settimana, come temevo: "questa bisogna farla girare!" con allegato .doc e lista di indirizzi tutti in chiaro nel campo To:.  Come Volevasi Dimostrare.
Il programma di posta elettronica mi fa sapere che la casella in questione ha già una media di 128 messaggi di spam al giorno. Già un’altra casella l’ho abbandonata perché era diventata ingestibile, dopo che avevo fatto lo sbaglio di darla alla mamma di una amica, fan scatenata delle catene di Sant’Antonio.

Ci sarebbe anche da aggiungere che odio il formato .doc, come qualsiasi persona minimamente competente, anche se non ai livelli del temibilissimo ppt (tipo di file che ho sempre cestinato direttamente).

Nella mia esperienza son sempre le vagino-munite a diffondere ‘ste catene dannose e abusare del campo To:. Sarà una casistica limitata, ma tant’è. Please, non inviate ‘ste cazzate sempre inutili, quasi sempre bufale. Ma se proprio non sapete resistere, usate il campo CCN/BCC, non è difficile, dai.

Verrà il giorno, un’alba nuova e l’elite nerd conquisterà il potere. Nuvole di bit e sciami di processori offuscheranno il cielo e grande sarà il terrore fra i miscredenti. Salteranno molte testine di hard disk. Un nuovo ordine verrà, e sapremo stabilire pene adeguate per siffatti comportamenti criminosi. Nessuno sarà salvato dalla nostra ira.