Ho un tonno marcio nell’esofago

Con questo post questo blog toccherà il fondo – provvisoriamente, non mi pongo futuri limiti – e confermerà l’idiozia del suo autore, oltre al fatto di sancire definitivamente la fine di ogni speranza di raccattare topa tramite blog.

Stasera ho cucinato un trancio di tonno o pescespada (non ricordo che roba fosse) che era da due – forse tre – giorni in frigo. Puzzicchiava un po’, il colore era scuretto. Ho pensato: lo cucino con parecchie spezie, ci spremo mezzo limone, ci mangio insieme un bel po’ di verdura, così non sento nulla. L’ho mangiato quasi tutto, gli ultimi due bocconi proprio non ce la facevo a buttarli giù, dalla nausea.
Oggi fra l’altro era il giorno delle sfide al mio intestino, già a pranzo avevo mangiato bresaola scaduta e puzzolente e non m’era accaduto nulla, dunque per cena ho voluto svecchiare del tutto il frigorifero.

Però ora in fase digestiva sto manifestando dei sintomi: il pancino lo sento un po’ dolorante e affaticato, e soprattutto sto facendo dei rutti che puzzano di "cassonetto ripieno davanti a ristorante cinese di Pozzuoli". Io ci tengo ai miei rutti profumati all’aglio, mi servono contro le zanzare (qui ci sono pure adesso in pieno inverno, ‘ste maledette).
Ma è pericolosa ‘sta cosa del pesce ammuffito? Rischio la cacarella domattina che devo andare alle poste, in banca e dal libraio? Confidando nelle virtù magiche della Citrosodina mi accingo a coricarmi, e mentre scrivo queste ultime parole mi parte l’ennesimo rutto mefitico all’aroma di tonno marcio.

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3 pensieri su “Ho un tonno marcio nell’esofago

  1. Mi sono un po’ preoccupata quando ho visto quel commento sul mio blog a proposito del programma perchè pensavo di aver trovato qualcuno che faceva delle critiche costruttive, una persona con delle idee serie e non sapevo come rispondere ,avevo esagerato e avevi un po’ ragione. Poi ho letto questo post e mi sono rincuorata perchè tu sei uno come me, cioè uno che spara delle cretinate tremende e che inoltre è meglio non leggerle dopo mangiato.

  2. Sulla possibilità di raccattare topa, se vuoi posso rassicurarti che ci sono anche alcune “razze di tope” che cercano proprio uomini dallo stomaco d’acciaio. Sul genere di topa comunemente brancolante per le vie del centro (V Tornabuoni e dintorni) l’importante è che tu non le inviti a cena, o almeno non a casa tua, o almeno quando decidi di svecchiare il frigo. Certo è che io mi son fatta delle grasse risate immaginandomi l’effetto del pesce nel piatto, prima e dopo la cottura ed ho anche visualizzato l’incontro, nel tuo stomaco con la bresaola nera (manco fosse un personaggio dei fumetti) con successivo inondamento di soluzione effervescente dolciastra.
    Sull’aroma mefitico dei rutti la mia fantasia si blocca…

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