Visti da me: Il deserto rosso

Ieri ho visto ‘sto filme del 1964, Il Deserto Rosso, di Michelangelo Antonioni. Solitamente metto le "recensioni" su Twitter ma stavolta quei pochi caratteri a disposizione non bastavano.
Chiarisco subito: non si vede mezza chiappa, niente scene della doccia, nessuna college girl in calore. Detto così potreste pensare "che film di merda"; invece no, anche senza donnine gnude – stranamente – è un bel film che vale la pena guardare. No, non ci sono nemmeno gli zombi, so che qualcuno ci sperava.
Questo è il primo film girato a colori di Antonioni ed è anche – per adesso –  il suo unico film a colori da me visto (sto cercando di vedere prima quelli più vecchi).

Allora, la protagonista è una fia bionda (Monica Vitti) che io da bambino avevo sempre visto vecchia (non ricordo nemmeno in quali film) e non sapevo fosse stata giovane anche lei, poi ultimamente mi son visto tre film di Antonioni in cui lei è presente (e ventenne circa) e devo dire che è bombabilissima, oltre che muy affascinante.

Prima cosa: la fotografia di Deserto Rosso è letteralmente da seghe. Non mi vengono in mente definizioni migliori. Se siete appassionati di fotografia anche extra-cinema vale la pena guardarlo anche solo per questo aspetto.
Della trama non svelo nulla, dico solo che la bionda c’ha grossa crisi pissicologica ed è un po’ schizzata di testa (d’altra parte è bionda) e suo marito è così faccia di culo che potrebbe fare il testimonial di Confindustria. Il film è ambientato in una Ravenna divenuta discarica di rifiuti tossici, o rifiuti tossici divenuti Ravenna, la trama è nebbiosa.  L’ambiente è così deturpato che vedendolo oggi ti vengono in mente le discariche napoletane e di conseguenza ti sembra di intravedere Bassolino che spunta fuori dal liquame e dice "non è colpa mia, non mi dimetto!".

Il film è molto coinvolgente dal punto di vista emotivo, come tutti quelli di Antonioni che sto guardando nelle ultime settimane; invero un po’ meno degli altri, ad essere sincero. Quando un film mi coinvolge dopo averlo visto non passo come vorrebbe la prassi ad un buon porno ma vado direttamente a letto a rifletterci sopra, e questo è accaduto anche per Deserto Rosso (come per i film precedenti dello stesso regista). Può sembrare esagerato, cari amici onanisti che nulla separerebbe del raspone della buona notte, ma vi assicuro che è uno di quei film che turba il letargo dei miei neuroni residui e non riuscirei a concentrarmi in altre faccende.

Insomma un film consigliato, da vedere con tranquillità dunque niente amici ne’ amiche che tanto non ve la danno certo dopo un film del genere; anzi, probabile che – stimolate all’introspezione dal film – vi attacchino una lagna interminabile sull’ex-fidanzato o vi confessino di essere incomprese da tutti i sei con cui trombano attualmente e che per fortuna ci siete voi – l’amico asessuato – con cui parlarne.

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4 pensieri su “Visti da me: Il deserto rosso

  1. @lucyblade: quei tre li ho già visti, fra l’altro mi hanno colpito di più di Deserto Rosso (a parte la fotografia). Il prossimo che devo vedere è Blow-Up, e se il titolo non m’inganna deve essere incentrato sul sesso orale, finalmente.

  2. Ah fai bene tra l’altro è uno dei miei filmi preferiti! Purtroppo di sesso orale ancora non ce n’è, ma se provi con Zabriskie point vedrai c’è un sacco di gente gnuda 🙂

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