Mara aborrisce Mara

Conferenza stampa di presentazione della nuova legge anti-prostituzione. Mara Carfagna inizia a parlare: "Come donna impegnata in politica e nelle istituzioni la prostituzione mi fa rabbrividire, mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo".  ROTFL 😀
Avrei voluto vedere le facce dei presenti, chissà che sforzi per non esplodere in fragorose risate.

La guerra dei mondi dei rincoglioniti

Ieri sera su una delle tv del nostro amato Presidente Don Berlusconi (baciamo le mani) hanno passato  "La guerra dei mondi" del regista Stefano Spilbergo, remake di un film del 60 o giù di lì. Io masochisticamente me lo sono visto, insieme a tonnellate di pubblicità.

Il film inizia in modo ridicolo, con tutti che guardano dalla parte sbagliata del villaggio, poi arriva il protagonista furbetto-der-quartierino "aò, guardamo dar retro che se vede mejo" e tutti i giardinetti si popolano di beoti inebetiti. C’è vento e tempesta, e nessuno che corre a ritirare le lenzuola: si vede che Spielberg non ha mai fatto un bucato in vita sua e non sa quanto sia odioso rilavare i panni.
 
Si rompe l’asfalto, una mostruosa macchina aliena sbuca fuori, e la massa di idioti sta lì ferma a guardare "oooh my god ora distribuisce le caramelline". Iniziano a scappare poco convinti (o forse solo appesantiti da McDonald’s) solo quando i primi vengono seccati da un laser. Ok è ambientato negli USA e si sà che lì non brillano per intelligenza, ma paiono troppo stupidi anche per lo standard statunitense, per cui meritano la morte. Alché quando le navette li fanno fuori lo spettatore pensa godendo "oh finalmente crepano questi inutili idioti".

Manca purtroppo la consueta figura della donna (tettona) spastica e isterica, sostituita però ottimamente da una bambina gracchiante che speri non venga disintegrata, ma solo perché vuoi vederla morire lentamente e atrocemente, così per una buona volta urla per un valido motivo. La piccola è nevrotica quando ancora non sa nulla dell’accaduto, poi vede esplodere la città, disintegrare gente e dopo mezz’ora è calmissima a casa. Tranne ritornare psicolabile quando meno è opportuno.

Il protagonista scampa al massacro iniziale, trova la casa vuota con a rigor di logica dispense piene di cibo e cosa prepara? Pan carrè con burro di arachidi. E’ a questo punto che il figlio abbandona ogni speranza e prende la decisione di compiere un suicidio dignitoso andando a farsi disintegrare dagli alieni.

Rimbambiti da carne agli ormoni e OGM, i cittadini statunitensi non comprendono che concentrarsi tutti in un luogo non è consigliabile, per cui: tutti in marcia sulle stesse strade, tutti che cercano di salire su una nave quando vedono arrivare i mostri "eccoli! oddio presto infiliamoci nella scatoletta di lamiera e fuggiamo a 20 km all’ora!". Da notare come abbiano riempito la nave di auto ma lascino sul molo la folla "prima le macchine, che sennò ci tocca andare a piedi ai fast food". Con gran fatica fra l’altro, perché le macchine ce le hanno spinte a mano, giacché erano tutte messe fuori uso. A questo punto lo spettatore si incazza con gli alieni quando ne lasciano qualcuno vivo "occhio quello scappa! Lì prendilo!".

Gli alieni si vedono per la prima volta quando scendono nel rifugio dei tre dementi, e non ci fanno una bella figura. Esseri più rincoglioniti di mio nonno ultra 90enne, che si farebbero fregare a nascondino anche da un Giuliano Ferrara colto da meteorismo. A questo punto lo spettatore ricomincia a parteggiare per gli statunitensi "dai, dopo tutto hanno inventato le conigliette di Playboy".

Scena finale assurda e patetica, nella riunione familiare ci mancava solo che la moglie uscisse con un tacchino al forno sul vassoio dicendo "buon 4 luglio!". Il figlio è vivo, era andato mica a combattere, ma da mamma per mangiare qualcosa di decente. Alla fine uno intelligente, finalmente! Così lo spettatore si rasserena "speriamo eleggano lui come presidente".
Ma Tom Cruise lancia alla cinepresa uno sguardo strano che sembra dire "io voterò per il tacchino". Grandi emozioni, grandi sensazioni, grande cinema.

Large Hadron Collider: le aspettative, i timori

Il 10 settembre verrà attivato il Large Hadron Collider del Cern, in Svizzera, per trovare tracce dell’esistenza dei bosoni di Higgs. 25 anni di lavoro, spesi circa 8 miliardi di Euro. L’esperimento è di grandissima importanza: il bosone di Higgs è una mitica razza di vacche da latte di cui si è ipotizzata l’esistenza per secoli.

Gli allarmisti paventano la formazione di un buco nero inghiotti-tutto. Poco male, avremmo risolto definitivamente il problema dello smaltimento dei rifiuti di Napoli.