Sogni realistici

Sono tempi di grossa crisi ideologica e ciò mi rende inquieto. Debbo raccontarvi il sogno che ho fatto ieri notte e che mi ha un po’ turbato.

Entro in un palazzo, stile Casa del Popolo. In effetti è una Casa del Popolo ma sembra quasi un rifugio antiatomico. Varco la porta, entro in un lunghissimo corridoio ben illuminato, alle pareti ogni pochi metri un manifesto dei bei tempi che furono: facce di Lenin, annunci di manifestazioni, mobilitazioni, lotte, gramsci, CLN, Marx, molti faccioni di Lenin. Alla fine del corridoio, con un fascio di luce a illuminarla, una gigantesca falce e martello appesa alla parete, incorniciata da due rosse bandiere.
 
Sui lati si aprono due ali di corridoi. Gruppetti di tre, quattro persone in età avanzata parlottano. Cammino e trovo stanze vuote, e poi ragazzi vestiti tipo Festa dell’Unità alla Fortezza da Basso (fighetti insomma). Mi sento un po’ spaesato.
Prendo posto fra le prime file in una sala gremita di gente, all’apparenza diessini direi. In prima fila noto un ragazzo e ragazza sui 20 con faccia da stronzi, lui vestito in giacca e cravatta e lei da quarantenne: "quei due sono i rappresentanti di Forza Italia" mi dice uno. Vedo alcune facce che non vedevo da anni, amici delle medie.

Inizia il dibattito, e il tizio al microfono si alza e inizia a recitare la Messa Cattolica, sì, la Messa Dio Madonna! Io rimango allibito, mi guardo in giro e noto che anche altri sono perplessi. Pochi comunque. Inizio a bestemmiare sottovoce. Il tizio non l’abbozza e continua la funzione religiosa citando la Bibbia, alché io m’alzo e sbotto con un sano moccolo e inizio a reclamare l’Internazionale, Marx, l’ateismo e attacco una filippica sul recupero di una identità di sinistra, sul coinvolgimento di noi ggiovani e infervoramenti vari. Faccio notare il contrasto di ciò che sta accadendo coi cimeli appesi ai muri, debbono scomparire o l’uno o l’altro.
Il prelato diessino, sorpreso dalla protesta, nafanta discorsi sui tempi che cambiano, sul prendere consenso fra i "moderati" cattolici ecc. E io m’incazzo ancora di più e giù Cristi e Madonne.
Non ricordo bene poi come è finita la cosa, quando esco dalla sala ritrovo corridoi enormi semivuoti, qualche ragazzo appoggiato al muro e vestito da passeggiata in Via Calzaioli.

Non ricordo altro, forse il sogno è finito lì o il contesto è mutato totalmente, come spesso mi accade.
Però è davvero preoccupante fare sogni del genere, temo per la mia psiche. E’ ancora più inquietante che forse quel sogno non sia poi così distante dalla realtà.

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