Consueti incontri spiacevoli

Ogni mattina entro e me lo ritrovo davanti.
Dio fagiano che rabbia! Avete presente quando uno vi sta sui coglioni e vi dà ai nervi la sua sola presenza? Non bastasse, se ne sta lì con quella sua fetida faccia da culo a fissarmi, quell’ebete cerebroleso.
Ma poi che cazzo c’avrà da guardare?

Basta, ho deciso, domani tolgo lo specchio dal bagno.

Il gatto salsiccia

I miei sogni hanno sempre problemi di sceneggiatura, di coerenza nella trama. Ad esempio stanotte in un lunghissimo sogno, uno dei tanti, all’inizio giravo in strada col gatto in braccio, poi dopo un po’ il gatto è diventato una salsiccia dentro un panino. Il bello è che ogni tanto aprivo il panino per far respirare il "gatto".

Forse il panino pieno di grassi è una metafora dell’obesità del mio micetto? O forse è più comodo girare con un panino che col gatto, e il panino l’avrebbero sostituito con il gatto in fase di post-produzione?
Fra l’altro il soggetto in questione mi sta girando intorno miagolando come un dannato perché vorrebbe (ri)mangiare.