Il lato oscuro di JF Kennedy, l’arrapato cabarettista filo-nazista

Forse non tutti sanno che la frase completa che John F. Kennedy pronunciò nella sua storica visita a Berlino nel 1963 era “Ich bin en Berliner, SIEG HEIL!” (a braccio teso e sguardo truce). In seguito si giustificò dicendo che la sua voleva essere una simpatica battuta da stand-up comedian, ma non fu ben recepita da gran parte del pubblico tedesco. Qualche anno dopo un cecchino anarchico, giunto a Dallas dalla Bassa Sassonia, fredderà il Chiavatore Insaziabile lasciando in loco il celebre bigliettino “Sieg heil dillo al budello di tò mà”. La vicenda recentemente ha assunto una nuova luce, ben più fosca. Infatti grazie a documenti desecretati dall’FBI infatti è stata rivelata la militanza giovanile di JFK nel Partito Supremazista Ariano dell’Illinois. Grazie agli stessi documenti si è anche scoperto il significato della misteriosa F. nel suo nome, Fuckalot. Ma non ditelo a Uolter Veltrony, potrebbe rimanerci male. Gli rimarrebbe solo SuperPippo.