De puta madre, la maiala di tu’ mà

Sono due anni (se non sbaglio) che gli idioti fanno outing andando in giro vestendo magliette con scritto "de puta madre", alcuni dicendo che è un’espressione rafforzativa in spagnolo e tante altre stronzate. Figli di troia.
Se uno in Italia va in giro con la maglietta "de puta madre" si traduce solo in un modo: "ho la mamma puttana". Punto. Coraggiosi a fare l’outing e rivelare le proprie origini, anche se non era necessario spendere decine di euro per una maglietta di pessima qualità, certi dementi basta guardarli in faccia per capire che hanno la mamma maiala.
Forse il significato profondo della maglietta è "che ho la faccia a culo lo vedi, in più ti informo che c’ho la mamma maiala". Che il babbo sia becco (cornuto) è una ovvia conseguenza per cui risparmiano e non stampano sulla schiena "e ìbbabbo becco" .

Da evidenziare il fatto che questa iniziativa commerciale sia stata partorita da un ex-galeotto italiano e che abbia avuto successo praticamente solo in Italia. I dementi nostrani ce li invidiano tutti i commercianti d’Europa. L’avessero all’estero tutte ‘ste teste di cazzo italiche!

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E il pisciar m’è dolce in questo mare

Mare di settembre, fascino inaspettato di un dono celato agli sguardi… oddio che cazzate, no basta. Volevo provare a fare un post  poetico e intenso sulle vacanze settembrine, per fare il figo. Inutile, non ci sono portato per cui passo al raccontino stile tema di prima elementare.

Quando vado al mare non lo faccio tanto per me stesso, quanto per gli altri. E’ un vero gesto di altruismo.  Come entro in spiaggia l’autostima degli altri maschi ivi presenti e rosolanti al sole si impenna. E’ provato: il mio ingresso in spiaggia favorisce gli accoppiamenti. Altrui. 🙂
La nota più dolente è che questo accade anche la mattina, quando in spiaggia ci sono solo vecchi e bambini.

Ebbene sì: la mattina. Confesso, sono uno dei rarissimi esemplari di gggiovani che va al mare pure la mattina, anche perché prima delle 11 il mare è piatto e bevo meno acqua a nuotare. All’una poi vado a farmi un bel piatto di pasta perché crolli il mondo io devo mangiare a tavola e ingurgitare tutto il fabbisogno calorico necessario alla nuotata pomeridiana, per quanto dopo 25 minuti di blando sforzo abbia già un crollo verticale. Affaticamento dovuto in parte alla zavorra di decine di litri di acqua di mare ingurgitati preferibilmente via setto nasale.
Il mio stile più che "libero" è anarchico, non vado dritto e quasi sempre dimentico di muovere le gambe. Uno scempio. Sono pure più antiecologico di un SUV, consumo 1 litro di acqua salata ogni 10 metri.